Warehouse Coworking Factory: una Vision possibile

Warehouse Coworking Factory compie 4 Anni

Avevamo un WAREHOUSE, lo abbiamo trasformato in un coworking e fin da subito ci siamo accorti che qualcosa di più succedeva, che quello spazio era più di un coworking. Era un luogo di relazioni, personali e professionali, informali e formalizzate. Era un luogo di identità e rappresentanza per un gruppo di lavoratori e lavoratrici, prevalentemente giovani, che si riconoscono nell’etichetta di freelance, qualunque cosa voglia dire (avere partita iva, essere alla ricerca di se stessi, avere un’idea imprenditoriale, essere liberi professionisti). Era un luogo che attirava menti creative e ancora un po’ inespresse che, messe insieme, generavano idee. Era un’esperienza che attirava l’attenzione dall’esterno, di chi la visitava e ne rimaneva colpito per il suo diverso dagli altri posti.

Era più di un COWORKING. Era una creatura in costruzione che stava prendendo consapevolezza che tutto questo valore poteva essere restituito all’esterno. Poteva essere organizzato in servizi, utilizzando le diverse competenze presenti nella community. Poteva essere quindi uno spazio di formazione, interna ed esterna, un luogo per eventi, un fornitore di servizi di comunicazione, marketing, progettazione in supporto ad aziende e organizzazioni. Ma non era abbastanza. Non è abbastanza, e non è neanche ciò che desideriamo. La nostra creatura, da tempo non più solo nostra ma di tutti i coworker che la frequentano e rendono viva, può essere anche molto, molto di più.

Può essere una FACTORY, una fabbrica creativa che produce soluzioni innovative a bisogni collettivi. Possiamo fare qualcosa per dare risposte innovative a bisogni che nascono in relazione alle mutate dinamiche del mondo del lavoro e di chi fa più fatica ad orientarcisi, per i motivi più diversi. I freelance, i neo laureati, i sognatori e tutti quei giovani per cui molte risposte tradizionali sembrano non funzionare. Possiamo fare qualcosa anche per le organizzazioni, pubbliche e private, profit e non profit, che cercano nuove idee e soluzioni per sviluppare attività comunicative, di marketing, di progettazione con impatto sociale. Il magazzino, luogo di conservazione, è quindi diventato un luogo di innovazione. Dove si creano nuove relazioni sociali, si sperimentano nuovi modelli di governance, si sviluppano nuove idee per il benessere delle persone e della società. Un luogo di innovazione sociale, che è poi quello che sognavamo fin dal primo sguardo che abbiamo dato a quel magazzino vuoto.

Ronnie e Laura